SANT'ANNIBALE MARIA DI FRANCIA

Arie per un giorno di festa

Per Soli, Coro ed Orchestra


CHIESA DI S.AGOSTINO - Montepulciano

Sabato 15 Settembre -Ore 21.15
Concerto per Suor LIDALMA

 

Musica di Alessio Benvenuti
Testi di Roberto Benvenuti e Suor Lidalma

Jupiter Chamber Orchestra
Direttore Alessio Benvenuti

Stella Peruzzi, soprano
Andrea Sari, baritono

 

Violini primi
William Chiquito Henao
Francesco Fidel
Gloria Ferdinandi

 Violini secondi
Andrea Cortesi
Annamaria Bianconi

 Viole
Luca Ragusa
Ginevra Marcato

 Violoncello
Elisa Pieschi

 Contrabbasso
Roberto Parretti

 Flauto
Andrea Meucci

Oboe
Marco Angioloni

 

 

Liriche di Roberto Benvenuti e Suor Lidalma
SANT'ANNIBALE MARIA DI FRANCIA
Arie per un giorno di festa
 


ANNIBALE MARIA DI FRANCIA, nacque a Messina il 5 luglio 1851 dalla nobildonna Anna Toscano e dal cavaliere Francesco, marchese di Santa Caterina dello Ionio, Vice Console Pontificio e Capitano Onorario della Marina. Terzo di quattro figli, Annibale divenne orfano a soli quindici mesi per la morte prematura del padre.
Questa amara esperienza infuse nel suo animo la particolare tenerezza e lo speciale amore verso gli orfani che caratterizzò la sua vita ed il suo sistema educativo.

 

DI FRANCIA, ERANO QUATTRO FRATELLI
Roberto Benvenuti - Alessio Benvenuti

Mi son turbato, sentendo questo nome
altisonante non facile al ricordo.
Nacque a Messina, da nobile famiglia,
che il destino suo aveva già segnato.

Erano quattro fratelli,
Giovani e belli.
Francesco e Anna
Gli dettero i natali.
E furono felici,
molto più felici
di tutti gli altri bimbi.

Francesco e Anna
gli dettero i natali,
che furono felici,
molto più felici
di tutti gli altri bimbi.

Poi un giorno Francesco se ne andò.
Orfani di Padre rimasero i fratelli.
Anna li crebbe con grande amore,
Dedicando le ore del giorno al Signore.
 

ANNIBALE sviluppò un grande amore per l’Eucarestia, tanto da ricevere il permesso, eccezionale per quei tempi, di accostarsi quotidianamente alla Santa Comunione.
Giovanissimo, davanti al Santissimo Sacramento solennemente esposto, ebbe quella che si può definire “intelligenza del Rogate”: scoprì cioè la necessità della preghiera per le vocazioni, che, in seguito, trovò espressa nel versetto del Vangelo: “La messe è molta ma gli operai sono pochi. Pregate (Rogate) dunque il Padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe”.
Queste parole del Vangelo costituirono l’intuizione fondamentale alla quale egli dedicò tutta la sua esistenza.

 

PANE DEGLI ANGELI
R.Benvenuti - A.Benvenuti

Pane degli angeli
pane degli apostoli
che servono il Signore
che donano amore,
come Gesù insegnò
per primo comandamento.
Annibale imparò questo insegnamento
e lo seguì ogni giorno.

Pane degli angeli
pane di Annibale
che serve il Signore
donandogli il suo amore.

Annibale fece suo
questo grande insegnamento
e amore donò ogni giorno
agli orfani, ai deboli,
Ai bimbi e agli anziani.

Recitato
La messe è molta
disse il Divin Bambino,
la messe è molta,
pochi son gli operai.

Fece sue queste parole,
obbedì a Gesù il buon Annibale.
Mandami Gesù molti operai.
La sua vita dedicò Annibale
Seminando amore.
 

Di ingegno vivace e di notevoli capacità letterarie, appena sentì la chiamata del Signore, rispose generosamente, adottando questi talenti al suo ministero.
Completati gli studi, il 16 marzo 1878 fu ordinato sacerdote. Qualche mese prima, un incontro “provvidenziale” con un mendicante quasi cieco lo mise a contatto con la triste realtà sociale e morale del quartiere periferico più povero di Messina, lo cosiddette Case Avignone e gli aprì il cammino di quello sconfinato amore verso i poveri e gli orfani, che diverrà una caratteristica fondamentale della sua vita.

 

DI INGEGNO VIVACE
R.Benvenuti - A.Benvenuti

Intelligente e geniale
Nelle arti letterarie,
con generosità donò
La sua arte a Dio.

Il 16 marzo 1878
fu ordinato sacerdote,
dopo aver incontrato
un mendicante
che gli aprì la mente
ed il cuore.

Intelligente e geniale
nelle arti letterarie,
aprì il suo cuore e
la sua arte a Dio.

Un casuale incontro
con un mendicante,
gli fece capire i problemi
della gente.

Nacque a Messina, da nobile famiglia,
Che il destino suo aveva già segnato.

 

Con il consenso del suo Vescovo, andò ad abitare in quel “ghetto” ed impegnò tutte le sue forze per la redenzione di quegli infelici, che ai suoi occhi si presentavano, secondo l’immagine evangelica, come “pecore senza pastore”.
Fu un’esperienza segnata fortemente da incomprensioni, difficoltà e ostilità di ogni tipo, che egli superò con grande fede, vedendo negli umili ed emarginati lo stesso Gesù Cristo e attuando ciò che definiva: “Spirito di doppia carità: l’evangelizzazione e il soccorso dei poveri”.

 

SPESI LE MIE FORZE
R.Benvenuti - A.Benvenuti

Spesi tutte le mie forze,
perché non volli più incontrare
Case d’Avignone sul mio cammino.

Così incontrai, nel mio viaggio,
tanta povera gente
e l’immagine di Gesù Bambino.

Quell’immagine così soave,
mi riempiva la mente e il cuore
ogni momento del giorno.
Eppure c’era tanta gente che non capiva
e l’incomprensione spesso
mi distruggeva.

Ma di sera davanti a quei volti
di poveri bimbi strappati alla strada,
mi dava conforto il loro sorriso.
vedevo quel bimbo di nome Gesù
sorridermi e darmi conforto.

Spesi tutte le mie forze
perché non volli più incontrare
Case d’Avignone sul mio cammino.

Io sono Annibale di Francia
di nobili natali andato incontro
al divino Bambino d’Avignone.

 

Grande fu l’amore che ebbe per il sacerdozio, convinto che solo mediante l’opera di sacerdoti numerosi e santi è possibile salvare l’umanità.
Fu fortemente impegnato nella formazione spirituale dei seminaristi, che l’arcivescovo di Messina affidò alle sue cure. Ripeteva spesso che senza una solida formazione spirituale, senza preghiera, “tutte le fatiche dei vescovi e dei rettori dei seminari si riducono generalmente a una cultura artificiale di preti...”.
Fu egli stesso, per primo, buon operaio del Vangelo e sacerdote secondo il Cuore di Dio. La sua carità, definita “senza calcoli e senza limiti”, si manifestò con connotazioni particolari anche verso i sacerdoti in difficoltà e le claustrali.

 

UN ESERCITO DI OPERAI
R.Benvenuti - A.Benvenuti

Di un esercito di sacerdoti
ben educati alla preghiera,
e di santi uomini bisogna
nutrire la Chiesa.

Di un esercito di sacerdoti,
buoni operai del Vangelo,
e di santi uomini bisogna
nutrire la Chiesa.

Armati di grande carità,
senza calcoli ne limiti.
Annibale fu operaio
assistito da Maria.

Di un esercito di sacerdoti
e di ancelle del Vangelo,
Annibale riempì il tempo
della sua vita terrena.

 

IO AMO I MIEI BAMBINI - Recitativo
(Annibale Maria di Francia)

Come nota di canti peregrini
mi giunge il suon della cetra bella.
O ignoto amico, e de li miei bambini
Nell’innocente amor mi rinnovella.

Io amo i miei bambini, ei per me sono
il più caro ideal della vita.
li strappai dall’oblio, dall’abbandono,
spinto nel cor da una speranza ardita.

Fiorellini d’Italia, appena nati
era aperto l’abisso a divorarli.
Non era sguardo d’occhi innamorati
che potesse un istante sol bearli.

Pargoletti dispersi in sul cammino,
senza amor, senzo brio, senza sorrisi.
Ahimé, quale avvenir, quale destino
li avrai nel torchio del dolor conquisi!

Perle deterse le bambine mie,
li raccolsi dal loto ad una ad una.
Quasi conchiglie ammezzo delle vie;
oggi avviate a più civil fortuna.

Mi chiaman Padre: sulle loro chiome
del ministro di Dio la man posa;
chiamano Madre, e a si dolce nome
risponde del Signor la casta sposa.

Perché non manchi a queste mense il pane,
ho gelato, ho sudato... - Oh, ecco intanto
quest’oggi il vitto, o figli miei, dimane
ci penserà quel Dio che vi ama tanto! -

Spesso ho battuto a ferree porte invano:
atroce è stata la sentenza mia:
- via di qua l’importuno, egli è un insano;
sconti la pena della sua follia! -

O miei bambini, un di verrà che voi
saprete il mio martirio e l’amor mio,
che più non ama il padre i nati suoi,
che per voi scongiurai gli uomini e Dio!

O ignoto amico ! Il verso tuo potesse
sciogliere i geli e convertirli in foco,
onde pietà li doni suoi spandesse,
pietà che al Cielo e alla terra invoco!

 

Per realizzare nella Chiesa e nel mondo i suoi ideali apostolici, fondò due nuove famiglie religiose: nel 1887 la Congregazione delle Figlie del Divino Zelo e dieci anni dopo la Congregazione dei Rogazionisti.
Volle che i membri dei due Istituti, approvati canonicamente il 6 agosto 1926, si impegnassero a vivere il Rogate con un quarto voto.

 

FONDO’ DUE NUOVE FAMIGLIE
R.Benvenuti - A.Benvenuti

Per realizzare
nella Chiesa e nel mondo
i suoi ideali apostolici
fondò due nuove famiglie
Religiose.

Nel 1887 la Congregazione
delle Figlie del Divino Zelo,
poi quella dei Rogazionisti.

Rogate ergo
fu la parola del Vangelo,
che si levò incessante,
quotidianamente.

Dagli orfani, poveri,
sacerdoti e sacre vergini,
supplicando Gesù e Maria,
San Giuseppe e gli Apostoli,
perché abbondante
di sacerdoti e santi,
sia la messe di anime sante.


 

Le Congregazioni religiose dei Rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo, fondate da Padre Annibale sono oggi presenti nei cinque Continenti impegnate, secondo gli ideali del Fondatore, nella diffusione della preghiera per le vocazioni attraverso centri vocazionali ed editoriali e nel gestire istituti educativi-assistenziali a favore di bambini e ragazzi bisognosi e di audiolesi, centri nutrizionali e di sanità, case per anziani e per ragazze madri; scuole, centri di formazione professionale....ecc.

 

CONGREGAZIONI D’ANNIBALE FONDATE
R.Benvenuti - A.Benvenuti

Nei cinque continenti,
fondate d’Annibale,
sono impegnate le congregazioni.

Esse donano amore
ed assistenza alla gente,
che dalla vita normale
non ebbero niente.

Sono le Figlie
del Divino Zelo,
impegnate nella cura dei bimbi
e delle loro madri
che han bisogno di cure
e di molto amore.

Rogazionisti
eletti d’Annibale
a diffonder nel mondo il Vangelo.
Nella preghiera
essi danno conforto
agli uomini semplici,
agli operai di Dio.

Nei cinque continenti,
fondate d’Annibale,
sono impegnate le congregazioni.
Esse donano amore
ed assistenza alla gente
che dalla vita normale
non ebbero niente.
 

 

“È tutta la Chiesa - egli scrisse - che ufficialmente deve pregare a questo scopo, poiché la missione della preghiera per ottenere i buoni operai è tale da dovere interessare vivamente ogni fedele, ogni cristiano, a cui sta a cuore il bene di tutte le anime, ma in modo particolare i vescovi, i pastori del mistico gregge, ai quali sono affidate le anime e che sono gli apostoli viventi di Gesù Cristo”.

 

ANNIBALE VIDE CH’ERA GESU’
R.Benvenuti - A.Benvenuti

Quanti poveri posso salvare?
Posso salvarne alcuni, ma altrettanti si perdono.
Ho bisogno di tutto il vostro aiuto.
Di uomini e donne l’aiuto ci vuole.
Di uomini e di donne operai di Dio.
Ma è la preghiera che salva la vita.

Ho chiamato a me molte genti,
da ogni paese, poveri e ricchi.
Ho parlato con loro del mondo cristiano,
del bene e del male che sceglier potevan.
Li ho chiamati a me ed hanno capito
che è la preghiera che salva la vita.

Sono andato avanti. Che lungo cammino!
Che strada tortuosa, che fine sublime.
Cammina, cammina ho visto un bambino,
una luce radiosa illuminava la strada.
Era il sorriso di un giovan bambino.
Annibale vide ch’era Gesù.
 

 

Già durante la sua esistenza terrena fu accompagnato da una chiara e genuina fama di santità, diffusa a tutti i livelli, tanto che quando il primo giugno 1927 si spense a Messina, confortato dalla presenza di Maria santissima, che aveva tanto amato durante la sua terrena esistenza, la gente diceva: “Andate a vedere il santo che dorme”.

 

ANNIBALE FU SANTO IN TERRA
R.Benvenuti - A.Benvenuti

Annibale fu santo in terra
per l’amore donato
per la vita vissuta
nel segno di Dio.

Annibale fu santo in terra
ed anche Maria
gli fu sempre accanto
insieme a Gesù.

Di Annibale fu la morte
di santità e conforto
accompagnata
dall’ancella Maria.

Di Annibale il mortal sonno
ebbe di santità conforto
e d’ amore materno
dell’ancella Maria.


 

La santità e la missione di Padre Annibale, dichiarato “insigne apostolo della preghiera per le vocazioni”, sono sentite oggi profondamente da quanti sono compenetrati delle necessità vocazionali della Chiesa.
Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II il 7 ottobre 1990 ha proclamato il Di Francia Beato ed il giorno successivo lo ha definito: “Autentico anticipatore e zelante maestro della moderna pastorale vocazionale”.
 

 

SANT’ANNIBALE DI FRANCIA
Suor Lidalma - Alessio Benvenuti


Oh..oh..oh..
Santo sei tu
Santo sei tu.
Annibale guidaci tu

Tu preghiera vivente
E una fede possente
Fiamma d’amore
Donasti il tuo cuore.

Oh..oh..oh..
Santo sei tu
Santo sei tu
Annibale guidaci tu.

Gli ultimi abbandonati
Padre tu li hai amati
Col Rogate hai pregato
E di esso ti sei fidato

Oh..oh..oh..
Santo sei tu
Santo sei tu
Annibale guidaci tu.

Gesù ti fu guida
E Maria dolce aita
E per noi ci sei Tu
Che ora ci guardi di lassù.

Oh..oh..oh..
Santo sei tu
Santo sei tu
Annibale guidaci tu.

 


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